{"id":2137,"date":"2020-05-30T20:57:27","date_gmt":"2020-05-30T20:57:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.termedifrasassi.it\/?p=2137"},"modified":"2020-05-31T06:26:03","modified_gmt":"2020-05-31T06:26:03","slug":"il-mito-della-grande-madre-nella-venere-di-frasassi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.termedifrasassi.it\/en\/?p=2137","title":{"rendered":"Il mito della Grande Madre nella Venere di Frasassi"},"content":{"rendered":"<p><em>All\u2019inizio della civilt\u00e0 vi era il matriarcato. Le donne avevano un ruolo\u00a0di primo piano e garantivano altruismo e benessere per tutti, nel rispetto dei cicli della terra.<\/em><\/p>\n<p>Nel 2007, nella grotta della Beata Vergine, all\u2019interno del sito ipogeo Frasassi, venne rinvenuta una piccola statua, alta appena 9 centimetri\u00a0dalle forme femminili, scolpita in un frammento di stalattite di ventimila anni fa risalente al Paleolitico superiore. Come Venere nacque dalle acque, cos\u00ec la piccola statua, rinvenuta all\u2019interno di un ambiente ricco d\u2019acqua, fu identificata come Venere di Frasassi. Lo straordinario reperto \u00e8 la pi\u00f9 antica testimonianza umana sul territorio marchigiano e una delle pi\u00f9 antiche in Italia.<br \/>\nAttualmente la piccola Venere si trova nel museo archeologico di Ancona dove \u00e8 studiata da un team di esperti, guidato da Mara Silvestrini della Sovraintendenza per i beni archeologici delle Marche. La copia della preziosa statua, realizzata dall\u2019artista fabrianese Gabriele Mazzara, \u00e8 custodita al Museo di Genga.<\/p>\n<p>Il ritrovamento della piccola Venere all\u2019interno delle Grotte ha subito suscitato l\u2019interesse anche degli appassionati di mitologia che hanno visto\u00a0nella statua il mito della Grande Madre, divinit\u00e0 femminile primordiale presente in quasi tutte le mitologie. Queste statuette venivano probabilmente usate come amuleti o idoli in rituali legati al culto della fecondit\u00e0. La Madre Terra \u00e8 il simbolo della Grande Madre che rappresenta il femminile come mediatore tra l\u2019umano e il divino.<br \/>\nE\u2019 la fonte di ogni nascita e il suo potere \u00e8 nell\u2019acqua: tutti gli esseri umani originano da lei, dal sangue della Dea Madre Terra (l\u2019acqua) e\u00a0dal suo corpo, la materia vivente (fanghi). Siamo tutti soluzioni marine.<\/p>\n<p><strong>L\u2019origine della vita<\/strong><br \/>\nMare, sorgenti, fiumi, laghi, tutto nasce dal contatto con l\u2019acqua: le divinit\u00e0 femminili, come le Ninfe e le Sibille, e i luoghi, come le caverne e le grotte. Dal mito di Deucalione e Pirra, variante greca del biblico diluvio universale, si racconta che, dopo il diluvio, si salvarono solo i due coniugi. Per ripopolare la terra, apparve loro la dea Temi che ordin\u00f2: \u201cChinate il capo e gettatevi dietro le spalle le ossa di vostra madre!\u201d. I due presero le pietre (le ossa di Madre Terra) sparse lungo le rive del fiume e le gettarono dietro di loro. Ed ecco che le pietre si trasformarono in uomini e donne. Cos\u00ec venne ripopolata la terra e da quel giorno \u201cgente\u201d (laos) e \u201cpietra\u201d (laas) sono state designate pressappoco con la stessa parola in molte lingue. Nella rappresentazione simbolica della Preistoria e dell\u2019et\u00e0 antica, l\u2019acqua era il sangue di Madre Terra e la pietra la sua materia vivente. Nato da un\u2019unica divinit\u00e0 femminile per partogenesi, il pianeta Terra assumeva l\u2019aspetto di un sistema organico vivente che incuteva rispetto (Pansofismo Olistico).<br \/>\nL\u2019 archetipo femminile della Grande Madre ha dominato la cultura, la religione, gli usi di molte civilt\u00e0 dando un\u2019immagine del mondo unitaria,\u00a0di protezione, di rinnovamento, di rinascita e di saggezza. La Grande Madre \u00e8 l\u2019origine e il centro della vita ed ha infiniti aspetti: \u00e8 ninfea, spirito, Musa, Grazia, Sophia. E\u2019 madre e bambina. In senso pi\u00f9 elevato \u00e8 la vergine, Madre di Dio.<\/p>\n<p><strong>Civilt\u00e0 matriarcale: egualitaria e pacifica<\/strong><br \/>\nNella Storia della Filosofia, da Platone a Hobbes, ritroviamo l\u2019ipotesi del Matriarcato, o Ginocrazia (l\u2019Et\u00e0 dell\u2019oro), ma il primo studioso che approfondisce il concetto \u00e8 Bachofen. Tuttavia, come si legge nel suo libro \u201cStoria del Matriarcato\u201c, la cui prima edizione italiana fu curata da J. Evola, Bachofen, non avendo supporto archeologico alle spalle, si convinse che il matriarcato fosse soprattutto un sistema di credenze popolari, sorpassate, a suo avviso, dalle pi\u00f9 evolute civilt\u00e0 patriarcali.<br \/>\nBisogna attendere Marija Gimbutas, famosa e instancabile archeologa lituana, naturalizzata americana, studiosa della mitologia del mondo\u00a0antico, perch\u00e9 venga inaugurata l\u2019Archeomitologia, una nuova Euristica che riesce a dare supporto scientifico alla tesi del Matriarcato come fenomeno realmente esistito dal Paleolitico fino al Neolitico. La studiosa lituana spiega come la civilt\u00e0 madrilineare della Dea fosse prospera ed evoluta, dedita alle arti della ceramica e del tessuto, sedentaria e soprattutto agricola, nonch\u00e9 egualitaria e pacifica (assenza di fortificazioni difensive). Era una cultura basata sulla condivisione e su una profonda connessione con il sacro che permeava ogni attivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Violenza e decadenza<\/strong><br \/>\nLa fine della civilt\u00e0 matriarcale venne decretata dai Kurgan, popolazioni guerriere a cavallo, provenienti dalle steppe del basso Volga e del Caucaso settentrionale, indicate come proto- indoeuropee. I Kurgan, cos\u00ec chiamati dalla Gimbutas, erano migranti nomadi, gerarchizzati, dediti all\u2019allevamento, padrilineari, credenti in divinit\u00e0 maschili e molto violenti.<br \/>\nKurgan, in lingua slava e turca, significa \u201ctumulo\u201d e, infatti, \u00e8 nelle tombe a fossa che venivano seppelliti insieme il maschio, con i suoi armamenti, e le donne, o bambine, massacrate dalla comunit\u00e0, quale sacrificio alla morte del maschio. I Kurgan furono protagonisti di immense stragi, saccheggiarono e bruciarono interi villaggi pacifici dell\u2019Antica\u00a0Europa matriarcale e, nell\u2019arco di millenni, finirono per conquistare, attraverso diverse ondate migratorie che vanno dall\u2019et\u00e0 del Rame fino al 3000-2800 a.C, la civilt\u00e0 della Dea, sottomettendola e causando, di conseguenza, una decadenza della civilt\u00e0 umana e un mutamento culturale. Fu la fine all\u2019Et\u00e0 dell\u2019oro, da cui nacque il mito del ricordo di Atlantide. Afferma la Gimbutas: \u00abL\u2019Europa del neolitico e dell\u2019et\u00e0 del bronzo (6500-3500 a.C.) non \u00e8 indoeuropea, Io l\u2019ho chiamata \u201cEuropa antica\u201c per distinguerla chiaramente dalla successiva Europa indoeuropea (\u2026)\u201d. Nonostante le efferate conquiste, le Scienze Sociali ci insegnano che la cultura dei \u201cvinti\u201d, riesce a sopravvivere nonostante le persecuzioni\u00a0perpetrate dai \u201cvincitori\u201d, come cultura sommersa e riscoperta tramite ritrovamento storico o riproponendosi sotto altre forme. Nel suo libro \u201cOccidente misterioso\u201d, il sociologo Galli si propone di riflettere sul significato della coesistenza tra i valori fondamentali, che informano\u00a0l\u2019Occidente, e valori alternativi che hanno accompagnato le sue pi\u00f9\u00a0significative fasi di sviluppo: la fondazione ellenica della filosofia, l\u2019affermarsi del cristianesimo, la rivoluzione scientifica ma anche culture alternative (gnosticismo, magia, \u201cstregoneria \u201cpraticata da donne\u00a0pagane che guarivano con elementi matristici e di medicina olistica) e\u00a0movimenti che, rifiutando l\u2019egemonia maschile, avevano una forte presenza\u00a0femminile. La risposta a questi movimenti \u00e8 stata in parte la repressione,\u00a0in parte un salto culturale che ha assestato l\u2019egemonia maschile su basi pi\u00f9 solide come, ad esempio, gli ordinamenti politici fondati sul consenso\u00a0(contrattualismo, democrazia, rappresentanza).<\/p>\n<p><strong>Dalla Sibilla al culto Mariano<\/strong><br \/>\nGli elementi culturali, mitologici e linguistici dell\u2019antica Europa matristica rimangono evidenti in alcune civilt\u00e0 pre-elleniche e pre-romane, come quella cretese e quella etrusca. La scoperta della piccola Venere a Frasassi testimonia come la cultura marchigiana sia stata caratterizzata\u00a0da tranquille comunit\u00e0 agricole dove dominava, soprattutto negli Appennini, la leggenda della Sibilla, appartenente alla cultura spirituale della Grande Madre. D\u2019altro canto, una testimonianza contemporanea della civilt\u00e0 matristica \u00e8 data dalla vivacit\u00e0 delle donne marchigiane, un tempo instancabili contadine mezzadre, oggi dinamiche imprenditrici: non \u00e8 un caso che le Marche detengano, nonostante la crisi, un alto tasso di imprese femminili in crescita, in totale controtendenza nazionale dove, invece, risultano in calo (Dati CNA Marche). Evidente nel nostro territorio anche la trasformazione, dopo l\u2019avvento del Cristianesimo, dell\u2019entit\u00e0 spirituale\u00a0femminile in culto mariano (Loreto e le vie Lauretane che passano tra gli Appennini). Il culto mariano \u00e8 ci\u00f2 che ci rimane del culto della Grande Madre.<\/p>\n<p><strong>Genga, luogo d\u2019acqua e di sacro<\/strong><br \/>\nA Genga, Frasassi e San Vittore, e in tutto il territorio fabrianese, si percepisce ancora la sacralit\u00e0 della Grande Madre trasformata nella venerazione della Madonna come quella che si trova nel Tempio di Valadier di Genga, vicino all\u2019Eremo di Santa Maria Infra Saxa, fatto erigere da Papa\u00a0Leone XII come rifugio e luogo di pellegrinaggio per i cristiani. All\u2019interno del tempio, infatti, si trova la Madonna con Bambino, scolpita dalla bottega del Canova: la stessa iconografia che ritroviamo nei reperti archeologici precristiani.\u00a0L\u2019energia vitale della sacralit\u00e0 di Madre Natura \u00e8 ravvisabile anche nel simbolo a spirale ad otto delle Terme di San Vittore, intelligentemente\u00a0ripreso da dove \u00e8 stato ritrovato: l\u2019Abbazia di San Vittore alle Chiuse. I segni a spirale, riscontrabili in numerose ceramiche dell\u2019Europa Antica\u00a0teocratica, simboleggiano il serpente riconducibile al mito della Grande Madre ma soprattutto l\u2019energia rigeneratrice dell\u2019acqua. Una zona straordinaria, quindi, quella del comprensorio Frasassi, dove si percepiscono le orme tracciate dal cammino umano.<br \/>\nLo stile di vita mediterraneo, prevalentemente vegetariano, semplice,\u00a0olistico, i digiuni cristiano-cattolici, l\u2019uso delle erbe nei conventi che\u00a0ha portato alle moderne Naturopatia e Omeopatia, tutto ha origine nella\u00a0civilt\u00e0 matristica. L\u2019acqua, elemento sacro per eccellenza della Dea e sorgente di vita, dar\u00e0 origine alle Terme romane fino ad arrivare\u00a0alla moderna idrotermofangoterapia di Padre Kneipp, tedesco presbiteriano;\u00a0l\u2019ordine e la spiritualit\u00e0 della natura di matrice matristica ispirer\u00e0 la straordinaria figura medievale tedesco-cattolica della Badessa Benedettina Santa Hidelgard Von Bingen: naturopata, mistica, visionaria, musicista, in grado di ricoprire tutto lo scibile dell\u2019epoca, dichiarata da Papa Benedetto XVI Dottore della Chiesa Romana Cattolica. Una cultura matristica che ci ricorda che la nostra vita \u00e8 inseparabile dalla nostra Madre, la Terra e dal Sacro Spirito da cui tutto dipende.<\/p>\n<p>A cura di<br \/>\nGiovanna Bonfili<br \/>\n&#8212;<br \/>\nArticolo dalla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.termedifrasassi.it\/it\/periodico-n-3-set-dic-2019.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">rivista &#8220;Terme di Frasassi&#8221; n.3<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All\u2019inizio della civilt\u00e0 vi era il matriarcato. Le donne avevano un ruolo\u00a0di primo piano e garantivano altruismo e benessere per tutti, nel rispetto dei cicli della terra. 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