{"id":2114,"date":"2020-05-30T20:41:34","date_gmt":"2020-05-30T20:41:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.termedifrasassi.it\/?p=2114"},"modified":"2020-05-30T20:41:34","modified_gmt":"2020-05-30T20:41:34","slug":"genga-luogo-quieto-e-pieno-di-storie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.termedifrasassi.it\/en\/?p=2114","title":{"rendered":"Genga: luogo quieto e pieno di storie"},"content":{"rendered":"<p><strong>IL TERRITORIO DEL COMUNE\u00a0\u00c8 COME UN PICCOLO\u00a0SCRIGNO, CHE CUSTODISCE\u00a0ELEMENTI STORICI E\u00a0NATURALI<\/strong><br \/>\nMadre Natura ha elargito tutto in poche manciate\u00a0di territorio. A iniziare dalla folta vegetazione\u00a0in cui dominano pini, cipressi, abeti,\u00a0aceri, faggi, querce, noci, castagni, acacie,\u00a0tigli, pioppi, alberi di Giuda, prugnoli, biancospini.<br \/>\nSpecie rare come l\u2019Ephedra major\u00a0e la Moeringia papulosa completano questo\u00a0giardino spontaneo a cielo aperto che\u00a0comprende anche la riserva naturale Valle\u00a0Scappuccia, area floristica protetta. Un verde\u00a0cammino costeggiato da torrenti e fossi.<\/p>\n<p><strong>LA VIA DELL\u2019ACQUA<\/strong><br \/>\nL\u2019acqua, essenza vitale e bene tra i pi\u00f9 preziosi\u00a0della terra, \u00e8 onnipresente soprattutto come\u00a0creatrice di opere irripetibili: le Grotte di Frasassi,\u00a0l\u2019antro che ospita il Tempio del Valadier,\u00a0le sorgenti sulfuree e minerali, i gorghi, le cascatelle\u00a0e i \u201cbugliori\u201d. Artefice di tante meraviglie\u00a0\u00e8 il fiume Sentino che compie questi\u00a0prodigi mentre percorre la Gola di Frasassi,\u00a0con le acque che scorrono limpide e calme, o\u00a0fangose e vorticose, a volte contrastate dalle\u00a0rocce calcaree dei monti che lo contengono,\u00a0il monte Frasassi e il monte Valmontagnana.<\/p>\n<p>Nelle vicinanze delle Terme di Frasassi, il Sentino\u00a0si unisce al fiume Esi dando origine al fiume\u00a0Esino, artefice a sua volta della Gola della\u00a0Rossa e della vallata omonima, fertile e ricca\u00a0di storia, con Abbazie ancora presenti fino al\u00a0mare.<br \/>\nMontagne e colline, spesso aspre e rudi, formano\u00a0un mondo fiabesco, ambiente unico e\u00a0affascinante protetto dal Parco della Gola di\u00a0Frasassi e della Rossa. Da sempre, l\u2019uomo ha\u00a0trovato in questa oasi il luogo ideale per sopravvivere\u00a0agli eventi naturali e alle invasioni\u00a0nemiche. Il Museo di San Vittore custodisce fossili\u00a0e testimonianze storiche: il famoso Ittiosauro,\u00a0reperti del Paleolitico, alcuni resti delle urne cinerarie\u00a0della Necropoli del Pianello di Genga.<\/p>\n<p>Alcuni anni fa, nella Grotta del Santuario della\u00a0Madonna di Frasassi, venne rinvenuta una Venere\u00a0paleolitica, pezzo rarissimo, conservato\u00a0nel Museo Archeologico di Ancona, mentre la\u00a0copia si trova nel Museo Arte Storia Territorio di\u00a0Genga. Grotte, anfratti, gole sono stati luoghi\u00a0di amori, fughe romantiche, eremi e pellegrinaggi.<br \/>\nLuoghi incontaminati, fonte di meditazione\u00a0e guarigioni, anche spirituali, che hanno\u00a0ispirato leggende dove Sacro e profano si mescolano\u00a0e dove il rapporto mistico con la natura\u00a0sembra rendere l\u2019uomo pi\u00f9 vicino a Dio.<br \/>\nTestimonianza ne \u00e8 il Tempio romano dedicato\u00a0al Dio vincitore, oggi Abbazia di San Vittore.<br \/>\nL\u2019Eremo Infra-Saxa nella Grotta del Santuario\u00a0della Madonna di Frasassi, il Castello Petroso\u00a0di Pierosara, l\u2019Antico Borgo di San Vittore e\u00a0i probabili resti delle terme romane nelle vicinanze\u00a0della sorgente dell\u2019acqua sulfurea:\u00a0sono monumenti millenari ancora intatti.<\/p>\n<p>\u00c8 rimasta,\u00a0invece, la leggenda del luogo, probabilmente\u00a0situato sotto il ponte romano, dove\u00a0viveva la Ninfa che proteggeva le donne che\u00a0andavano a lavare i panni sulla riva sinistra del\u00a0fiume, dove oggi \u00e8 presente un moderno lavatoio.<br \/>\nDopo la Battaglia di Sentinum, nel 295\u00a0a.C., i romani dominarono la zona fra i Galli Senoni,\u00a0gli Umbri e i Sanniti per il predominio del\u00a0territorio. Poi, nell\u2019Alto Medioevo, seguirono le\u00a0invasioni dei Franchi, dei Bizantini e dei Longobardi,\u00a0periodo in cui sorsero castelli, monasteri\u00a0e conventi e anche l\u2019attuale Pierosara. Documenti\u00a0storici attestano la sua origine come\u00a0Castrum Petrosum prima dell\u2019anno 1000.<br \/>\nGrazie\u00a0alla posizione strategica, che dominava le\u00a0due vallate del Sentino e dell\u2019Esino fino al territorio\u00a0Fabrianese, i Longobardi vi stabilirono il\u00a0loro Gastaldato, zona di confine tra la Pentapoli\u00a0bizantina ed il Ducato di Spoleto.<\/p>\n<p><strong>LA VIA DEL PANE<\/strong><br \/>\nGrazie alla posizione del luogo, alla composizione\u00a0favorevole del terreno e al microclima,\u00a0intorno al Castello Petroso si svilupp\u00f2 l\u2019economia\u00a0dei cereali, della vite e dei pascoli ovini.<\/p>\n<p>Gli autoctoni del castello, detti \u201cMercantoni\u201d,\u00a0per macinare il loro raccolto, dovevano recarsi\u00a0al Mulino dell\u2019Abbazia, sulla riva destra\u00a0del Sentino. Per farlo, percorrevano un sentiero\u00a0nella \u201cselva\u201d pi\u00f9 corto e accessibile verso\u00a0l\u2019Abbazia di San Vittore. Potremmo chiamarla\u00a0la \u201cVia del Pane\u201d perch\u00e9 collegava la zona\u00a0della produzione dei cereali con la zona del\u00a0mulino nell\u2019Abbazia di San Vittore. Lungo la\u00a0via si trovavano piazzali dove si allestivano le\u00a0\u201cCotte\u201d, le odierne carbonaie. Erano luoghi di\u00a0coesione sociale, di scambi di idee e di affari.<\/p>\n<p>I viandanti vi trovavano tutto per ristorarsi:\u00a0l\u2019acqua del fosso, le noci, le castagne, i frutti\u00a0selvatici, le calde e croccanti cresce preparate\u00a0sulle cotte contenenti formaggio ed erbe\u00a0spontanee, arrosti fumanti, il tutto annaffiato\u00a0con un buon bicchiere di vino tipico dei colli\u00a0del castello.<br \/>\nOggi, purtroppo, le coltivazioni\u00a0della vite e del grano intorno al Castello Petroso\u00a0sono limitate: se un tempo i contadini si\u00a0avventuravano nei campi scoscesi ed angusti\u00a0con l\u2019aiuto degli animali, oggi questi terrenti\u00a0impervi impediscono l\u2019utilizzo delle attrezzature\u00a0moderne.<br \/>\nNel corso dei secoli \u00e8 cambiato\u00a0anche il nome del castello che da Petroso \u00e8\u00a0diventato Pierosara in memoria di due giovani\u00a0del luogo, Piero e Sara, e del loro tragico amore,\u00a0contrastato dal Signore del Castello di Revellone.<br \/>\nMa questa \u00e8 un\u2019altra storia\u2026 Un\u2019altra\u00a0bella storia che vi racconteremo nel prossimo\u00a0numero.<\/p>\n<p><em>a cura di\u00a0Maria Scarabotti<\/em><br \/>\n&#8212;<br \/>\nArticolo dalla\u00a0<a href=\"https:\/\/www.termedifrasassi.it\/it\/periodico-n-1-gen-apr-2019.html\">rivista &#8220;Terme di Frasassi&#8221; n.<\/a><a href=\"https:\/\/www.termedifrasassi.it\/it\/periodico-n-2-mag-ago-2019.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">2<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL TERRITORIO DEL COMUNE\u00a0\u00c8 COME UN PICCOLO\u00a0SCRIGNO, CHE CUSTODISCE\u00a0ELEMENTI STORICI E\u00a0NATURALI Madre Natura ha elargito tutto in poche manciate\u00a0di territorio. 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